Trova te stesso colonizzando nuovi popoli e mangiando gatti su Tik Tok
5 min read di Matteo Lenardon

Trova te stesso colonizzando nuovi popoli e mangiando gatti su Tik Tok

Gli ecovillaggi e le comuni hanno scoperto come reclutare nuovi adepti: attraverso Tik Tok
Trova te stesso colonizzando nuovi popoli e mangiando gatti su Tik Tok

Il giorno che un gatto ha cominciato a dare fastidio alle galline, un membro della comune ecosostenibile The Garden gli ha sparato. “Se uccidi un animale devi anche mangiarlo,” ha poi suggerito una donna che ha ricamato una gonna con la carcassa del cane con cui è cresciuta.

E allora Patrick Martion, il fondatore e proprietario della comune, ne stacca un pezzo dopo averlo cotto. “Sa di pollo”, è il suo commento. Altri membri condividono il pasto. Poi, con gli scarti, la donna che indossa il suo migliore amico realizza un cappello che da quel momento terrà sempre con sé.

The Garden esiste da 12 anni, ma è cominciata a crescere e attirare l’attenzione da quando i tizi che hanno trasformato lo yoga in un’arte marziale hanno scoperto durante il cane a testa giù il digital marketing. In breve tempo, Tik Tok, è diventato un sistema per reclutare nuovi membri e fare promozione per tutte quelle persone sparse per il mondo che hanno deciso di risolvere i problemi di accettazione con il proprio padre attraverso l’appropriazione culturale.

È il caso anche di Tribal Village, una via di mezzo fra un resort Four Seasons in un’isola thailandese e il Forte Prenestino, situato nei pressi del lago sacro Atitlán nel sud-ovest del Guatemala.

Questi due ecovillaggi rappresentano perfettamente lo scisma avvenuto nell’internazionale dei compratori seriali di incenso, ovvero fra quelli che fanno yoga mentre “abbattono il sistema” - qualsiasi cosa questa cosa voglia dire oggi - e quelli che postano citazioni sulla resilienza mentre flexano su Instagram la loro pose yoga per ispirare una nuova autocoscienza del corpo e abbonamenti su Onlyfans.

La strada verso l'illuminazione ha due uscite
La strada verso l'illuminazione ha due uscite

Ma luoghi come Tribal Village e The Garden - principalmente americani, ma con diversi cloni italocentrici - hanno anche alcune cose in comune. I membri sono lì perché hanno bisogno di luoghi in cui “trovare loro stessi” creando una nuova società giusta ed ecosostenibile, sono per la quasi totalità solo bianchi e pulsano con quell’inconfondibile estetica che ti fa domandare se stanno vivendo in un paradiso che potrebbe cambiare in meglio il mondo o in documentario true crime di Netflix in cui viene svelato che anche il cane picchiava la moglie.

Basta osservarli su Tik Tok per capirlo.

Michelle Rusk è la social media manager di Tribal Village e attraverso il suo account mostra una vita briatoresca. Vive in completa armonia con la natura praticando kudalini yoga rivolta verso il lago e il vulcano sacro appena sveglia, cibandosi solo di frutta e verdura in un perenne clima primaverile e sottomettendo la popolazione locale attraverso il caporalato.

Un sogno.

Tribal Village permette una dieta esclusivamente vegana e vegetariana. Sul loro sito si viene più volte avvertiti che all’interno del villaggio non è consentito portare alcun tipo di “carne di animale morta”. Anche la carta igienica e lo scarico del water sono stati banditi, i membri usano la segatura dopo essere andati in bagno e il tutto viene compostato.

La principale missione della comunità è infatti quella di “manifestare una Nuova Era di vita ecosostenibile ed eticamente responsabile”. Ed è affascinante notare che il consenso a cui sono arrivati per farlo sia stato “possiamo abbandonare la carta da culo, ma non lo sfruttamento della bassa manodopera indigena”.

Nei video cantano e ballano e si tuffano, ma sono attività solo per uomini bianchi a petto nudo e donne con dreadlock biondi raccolti da fasce. L’unico guatemalteco che si vede è una donna che consegna un piatto di cibo non-morto e che mantiene, per tutta la durata della ripresa, l’espressione di una sequestrata che cerca di comunicare attraverso il battito delle ciglia dove sono tenuti rinchiusi i figli.

Vivono una coscienziosa colonizzazione di un’intera comunità di persone a colpi di asana. Addirittura sul sito si parla di un progetto per acquisire sempre più terreno dagli abitanti del posto. Come? Ospitando nuovi membri che pagano come per un hotel per questa opportunità. Ma se sei disposto a lavorare puoi ottenere uno sconto sull’alloggio. Non ti vogliono però contadino o falegname, sul sito la richiesta è per dei digital marketer disposti a vedere il Tribal Village su Tik Tok e Instagram.

Anche per The Garden la strategia è la stessa, anche se sul sito non si parla di marketing, influencer o di soldi. È una vera e propria comune e ci si può entrare arrivando all'improvviso, senza avvertire nessuno. È possibile starci per 10 giorni, finiti i quali è necessario il benestare del resto della comunità per continuare a viverci.

Ed è questo che ha insospettito molti. Nonostante sia tutto gratuito, a The Garden sono molto più attivi di Tribal Village nel cercare di reclutare nuovi ospiti su Tik Tok. Hanno iniziato da gennaio 2021, partendo da una dozzina di account di seguaci della comune, e il successo è stato immediato. Centinaia di migliaia di persone si sono viste consigliare dall’algoritmo dell’app i loro video-inviti a raggiungerli a 8967 Galen RD Lafayette, Tennessee, un indirizzo che è addirittura stato trasformato in hashtag. Lo ripetono in modo ossessivo. Come ripetono, senza che nessuno glielo abbia chiesto, che “non sono una setta o un culto” e che tutti possono “andare via quando vogliono”. E, per provarlo, un tizio ha realizzato un video in cui va in giro per tutta la comune a chiedere a ciascun ospite se è stato fatto prigioniero.

Ma la strategia ha funzionato.

Oltre 40 persone sono arrivate a The Garden attraverso Tik Tok. Gli account dei membri della comune contano centinaia di migliaia di follower e i loro video raggiungono milioni di views.

“Per tutti gli hater incazzati con me perché ho scuoiato il mio cane”, dice Rel Gumson su Tik Tok mentre si strofina la faccia con una coda, “questo è per voi”. In un altro video mostra cosa fa con un procione trovato morto per strada. Brucia le ossa per il suo “heart garden”, un rituale necessario per alcune “magie”, usa la carne per farci uno stufato e inchioda la sua pelle su un’asse di legno che espone sulla sua auto.

Gumson, da buona tiktoker, la vediamo anche ospite nel video di un altro membro di The Garden. “Potresti vivere qui”, dice TreeIsAlive mentre indica una piccola e isolata baita nel bosco. Apre la porta e vediamo Gumson farci un tour come un agente immobiliare cocainomane. “Guardate che vista,” continua TreeIsAlive, “potete ammirare tutto il bosco”.

Poco oltre quel bosco, troviamo una sundown town, termine che indica quelle piccole contee, o anche città, in cui vivono solo bianchi e in cui tutto ciò che è diverso viene mantenuto lontano attraverso la legge o la forza. Si chiamano così perché, quando calava il sole, i neri e i messicani trovati ancora in giro per strada venivano presi e linciati.

Sono i luoghi che nel Green Book, ispiratore dell’omonimo film vincitore agli Oscar, venivano marchiati come da evitare, pena una brutta fine.

Ancora oggi ne esistono parecchi in tutti gli Stati Uniti.

Tre sono attorno a The Garden.

Ma siete liberi di andare via quando volete. Ci sono due letti liberi nella baita nel bosco.

Se ti è piaciuto questo articolo iscriviti alla newsletter per leggerne altri direttamente nella tua mail