Quando Di Pietro voleva battere Berlusconi attraverso Second Life
6 min read di Matteo Lenardon

Quando Di Pietro voleva battere Berlusconi attraverso Second Life

Per un breve, ma intenso momento la Casaleggio Associati ha creduto che un partito politico su Second Life avrebbe cambiato l'Italia. Ne ho parlato con uno degli architetti.
Quando Di Pietro voleva battere Berlusconi attraverso Second Life

Ho cambiato più volte casa, ho perso e conosciuto nuovi amici, iniziato e concluso lavori. La mia esistenza è stata continuamente stravolta. L’unica costante della mia vita è stata questa: la conferenza stampa di Antonio Di Pietro dentro Second Life il 12 luglio 2007.

Se non l’avete mai vista, guardatela subito.

Nei momenti di maggior sconforto nella mia vita, quelli in cui tutto sembra andare male, in cui non capisci che direzione prendere, mi sono aggrappato a un semplice ma potente fatto che ha sempre avuto la capacità di calmarmi e rassererarmi: Antonio Di Pietro e la Casaleggio Associati, nella seconda metà degli zero, si convinsero che il futuro della politica sarebbe stato dentro un videogioco in cui puoi scopare delfini.

Forse alcuni di voi non hanno vissuto il fenomeno.

In Second Life potevi fare orge in strada, potevi modificare il tuo sesso e orientamento quante volte volevi, potevi volare nudo con estranei e vivere sperando che giocare sarebbe diventato il tuo lavoro o, per dirla più brevemente, Second Life era un simulatore 3D di Bologna.

E, per circa un paio d’anni, una sorprendente - e trasversale - fetta di umanità concluse che presto il mondo lo avrebbe usato per farci tutto.

Dicevano cose tipo, “presto, per comprare il pane, non dovrai più andare fisicamente in un negozio od ordinarlo attraverso un freddo browser, no, ti basterà volare in una specifica isola di Second Life, camminare fino a quando non avrai trovato sulla mappa il luogo preciso, metterti in fila dietro un cavallo azzurro di Padova con la maglia della Juventus e scegliere il tuo sfilatino”. Stranamente, la gente ha preferito poi invece usare Amazon o farselo recapitare a casa dal caporalato in mountain bike.

Non sto scherzando, basta aprire gli articoli pubblicati in quel periodo per leggere cose simili. Nel 2007 La Casaleggio Associati era convinta che entro il 2020 sarebbe addirittura successo questo:

“Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. Chiunque ha un Agav (agente-avatar) che cerca informazioni, persone e luoghi nei Mondi Virtuali. Nel 2022 Google lancia Prometeus, l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà.”

È Gianroberto Casaleggio stesso il più entusiasta del potenziale della piattaforma. È lui che, da consulente, porta Antonio Di Pietro a comprare per 1500 euro un’intera isola da una signora giapponese.

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